Oggi la Camera di Commercio Italiana in Vietnam (ICHAM) pubblica un nuovo episodio della sua serie di podcast, con ospite il signor Davide Carlí, investitore tecnologico e consulente con oltre 30 anni di esperienza. Dopo sette anni trascorsi a Shanghai e attualmente residente a Ho Chi Minh City, il signor Carlí è stato recentemente nominato Consigliere Capo del Centro Nazionale di Supporto alle Startup del Vietnam. In questo episodio, ha illustrato due iniziative strategiche: la creazione del Centro Finanziario Internazionale (IFC) e del Fondo Nazionale per le Startup, progetti destinati a ridefinire il ruolo del Vietnam nei mercati regionali e globali.
Il Centro Finanziario Internazionale è un’iniziativa strategica volta a integrare il Vietnam nell’ecosistema finanziario globale. Nell’ultimo decennio, il Paese ha registrato una crescita media del PIL del 6–7% attirando livelli record di investimenti diretti esteri (IDE). L’IFC seguirà un modello a “doppia città”: Ho Chi Minh City sarà focalizzata sui fondi istituzionali e infrastrutturali, mentre Da Nang diventerà un polo per tecnologie innovative come blockchain e fintech. Regolato a livello nazionale, l’IFC introdurrà standard internazionali come l’uso della lingua inglese, principi di common law e arbitrato internazionale, rappresentando così un’alternativa competitiva a hub consolidati come Singapore e Hong Kong.
Secondo il signor Carlí, il Vietnam avrà bisogno di investimenti compresi tra 5.000 e 10.000 miliardi di USD nei prossimi 20 anni, di cui 1.500 miliardi solo nei primi cinque anni. La missione dell’IFC si articola in tre obiettivi principali: attrarre capitali internazionali attraverso regolamentazioni trasparenti e favorevoli agli investitori; posizionare il Vietnam come ponte tra Asia, Paesi del Golfo e mercati occidentali; e promuovere l’innovazione nei servizi finanziari. Sono inoltre in fase di studio incentivi sui flussi di capitale e sulla fiscalità, inclusa l’esenzione dalle plusvalenze, per aumentarne l’attrattività.
Accanto all’IFC, il Fondo Nazionale per le Startup avrà un ruolo cruciale nello stimolare l’innovazione domestica. Con oltre 4.000 startup attive, il Vietnam soffre ancora di un accesso limitato ai capitali iniziali. Il Fondo, il cui lancio è previsto per ottobre, sarà sostenuto dal governo e organizzato in diversi settori verticali come venture capital, manifattura avanzata, infotech e investimenti in tecnologia internazionale. Non si limiterà a fornire capitale, ma offrirà anche mentorship, assistenza tecnica e connessioni globali, creando così un ecosistema capace di accompagnare le startup vietnamite verso l’espansione internazionale—anche attraverso la futura piattaforma borsistica Vnext.
Nonostante le prospettive positive, rimangono sfide significative: l’allineamento normativo, lo sviluppo di competenze finanziarie e tecnologiche, e la competizione con centri finanziari già affermati come Singapore, Hong Kong e Dubai. Tuttavia, come sottolineato dal signor Carlí, i prossimi cinque anni saranno decisivi. Se attuati con successo, l’IFC e il Fondo Nazionale per le Startup potranno trasformare il Vietnam nel prossimo “tigre economica” dell’Asia—alla pari con Corea del Sud e Giappone.
Nella sua missione, ICHAM continua a fungere da piattaforma che connette la crescita del Vietnam con la comunità imprenditoriale internazionale. Attraverso la pubblicazione di conversazioni con esperti come il signor Carlí, ICHAM riafferma il suo impegno a promuovere dialogo, innovazione e opportunità di investimento tra il Vietnam e i mercati globali.
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